martedì, Ottobre 1, 2024
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Chiara Ferragni: “Io vittima di violenza psicologica con un amore tossico”


Chiara Ferragni, in occasione della prima serata di Sanremo, si è presentata sul palco con un abito manifesto con scritto “Pensati Libera“. Un messaggio che ha voluto dare a tutte le donne che sono state vittime o che lo sono tutt’ora di un amore tossico.

“Ho avuto storie con uomini che, in modi diversi, hanno cercato di svalutarmi. Volevano decidere al posto mio, limitare la mia libertà: ‘Così non ti puoi vestire’, ‘Questo non lo puoi fare’. Qualcuno ha anche cercato di isolarmi dagli amici, dicendo che non andavano bene per me. Quando mi è successo, non sapevo che queste fossero forme di violenza psicologica. Purtroppo, quando sei innamorata cerchi delle motivazioni, costruisci delle scuse. Io mi dicevo: forse fa così perché è geloso, un po’ possessivo”.

Chiara Ferragni ha poi aggiunto, sempre fra le pagine di Vanity Fair:

“Mi rendo conto adesso che ero io la prima a tentare di normalizzare quei comportamenti. E invece è veramente importante dirsi e dire che non è normale, e sapere che da quel genere di relazioni devi solo scappare, senza dare una seconda occasione. Le limitazioni aumentavano, e io stavo sempre peggio. Quel disagio che provavo mi ha fatta andare via. Ho capito che erano forme di violenza solo da pochi anni, quando si è iniziato a dire che, in una relazione, violenza non sono solo le botte. Un giorno ho letto una storia che assomigliava alla mia, mi sono detta: caz*o, è successo anche a me. Non è necessario che si arrivi alle mani addosso per creare un danno. La violenza psicologica può lasciare segni pesanti in chi la subisce. Distrugge l’autostima, il senso di sé”.

Chiara Ferragni: “Certi uomini si sono avvicinati a me perché affascinati dal successo, ma poi hanno provato a riequilibrare il potere”

Certi uomini si sono avvicinati a me affascinati dal successo, ma poi hanno provato a smembrarmi per riequilibrare quel potere che credevano dovesse stare solo nelle loro mani. E non è una questione anagrafica, generazionale. Quando mi è capitato ero molto giovane e loro erano miei coetanei. L’età non conta, lo so anche dai tantissimi messaggi che ricevo: ragazze che mi raccontano le loro storie terribili, anche di violenza fisica. Io quella non l’ho mai sperimentata, ma ho amiche che l’hanno vissuta”.

 



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